Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Le Fonti francescane biografiche
Lettera di Frate Elia
Tommaso da Celano: Vita Prima di San Francesco d'Assisi
Lettera di Greccio
Tommaso da Celano: Vita Seconda di San Francesco d'Assisi
Tommaso da Celano: Trattato dei Miracoli di San Francesco d’Assisi
San Bonaventura da Bagnoregio: Leggenda Maggiore (Vita di San Francesco d’Assisi)
San Bonaventura da Bagnoregio: Leggenda Minore (Vita breve di San Francesco d’Assisi)
Leggenda dei tre compagni
Anonimo perugino
Leggenda perugina
Specchio di perfezione
I Fioretti
Considerazioni sulle Stimmate
Sacrum commercium (L’Alleanza del beato Francesco con madonna Povertà)
Iacopone da Todi: Laudi
Dante Alighieri: Canto XI del Paradiso
Ubertino da Casale: L’Albero della Vita crocifissa di Gesù
Angelo Clareno (o da Chiarino): cronaca o storia delle Sette Tribolazioni dell’Ordine dei Minori
Giordano da Giano: La Cronaca
Giordano da Giano LA CRONACA

Giordano da Giano
LA CRONACA

Introduzione

NNel 1262, presso Halbertstadt, in Sassonia, si tenne il Capitolo provinciale dell'Ordine minoritico, al quale si deve la presente "CRONACA", uno dei documenti più interessanti e piacevoli per la storia delle origini del francescanesimo in Germania.
In quella circostanza, infatti, l'anziano frate Giordano da Giano ricevette l'incarico di porre per iscritto o, meglio di dettare a frate Baldovino di Brandeburgo, la storia degli avvenimenti che avevano portato all'insediamento e all'espansione dell'Ordine in terra tedesca, per poter così conservare quei ricordi che egli tante volte aveva narrato a voce ai confratelli più giovani.
Le vicende del suo "racconto" hanno inizio dall'anno 1209 e terminano nel 1262, concentrandosi particolarmente sugli avvenimenti del ventennio 1219-1239, con abbondanti particolari sulle vicende dei primi frati giunti in Germania e, in modo speciale, sullo sviluppo dell'Ordine nella provincia di Sassonia, dove egli fu anche vicario. Benché conoscesse gli scritti di Tommaso da Celano e Giulano da Spira, Giordano preferì seguire il filo dei racconti come li aveva conservati nella sua memoria.
La cultura di Giordano era quella del basso clero italiano: il suo latino risulta inelegante; la sua lingua modesta e, se tenta, come nel Prologo, i periodi lunghi ed elaborati, cade in errori di sintassi.
Il Boehmer, pur dopo aver messo in risalto il valore e le carenze della "CRONACA", conclude che essa "è non solo l'opera di maggior valore per la sto-ria del movimento minorita in Germania, ma che dopo gli opuscoli di san Francesco, dopo le opere di fra' Tommaso da Celano e di fra' Leone, il "Libellus Jordani" è la fonte più importante che si possieda per la storia di san Francesco e del suo Ordine".
Essa, infatti, offre pagine fra le più fresche e gustose per conoscere da vicino il clima nuovo, sereno, gioioso ed eroico della prima generazione francescana.

Paolo Rossi
paolo.r@sanfrancescoassisi.org

LA CRONACA


Ai frati dell'Ordine dei Minori stabiliti in Germania
frate Giordano da Giano della Valle di Spoleto
augura nel presente la perseveranza nel bene e per il futuro
la gloria eterna con Cristo

Prologo

Quando raccontavo qualche episodio della vita dei pri-mi frati mandati in Germania, accadeva, solitamente, che molti frati vi trovassero motivo di edificazione per la propria vita, così che spesso venni pregato di raccogliere per iscritto tali racconti e le altre vicende che potessi ricordare, tenendo nota degli anni in cui i frati furono inviati, e questo o quell'episodio che accaddero. E poiché, come dice la Scrittura, è peccato di divinazione il non voler acconsentire alla volontà di Dio e di idolatria il non voler obbedire (1), decisi di esaudire il devoto desiderio dei frati. A ciò mi spingeva soprattutto frate Baldovino di Brandeburgo, il quale, spontaneamente, e anche per invito di frate Bartolomeo (2), allora ministro della Sassonia, mi si offrì come scrivano.
Pertanto, nell'anno del Signore 1262, dopo il Capitolo di Halberstadt celebrato nella Domenica "Jubilate" (3) rimasti nel luogo stesso del Capitolo, io a dettare e frate Baldovino a scrivere, incominciai ad esaudire alla bell'e meglio il desiderio dei frati. E se ciò fu bene, anch'io ne godo; in caso contrario, vi sarà necessario usare una certa indulgenza perché, come ben sapete, ho intrapreso questa opera pur essendo poco dotto, costretto da voi.
Per quanto riguarda la successione degli anni poi, se talvolta ho commesso errori di dimenticanza, naturali in un uomo ormai vecchio e stanco, ne chiedo perdono al let-tore e lo esorto affinché, dovunque trovi un mio errore, mi corregga e rettifichi con carità. E con pari benevolenza giudichiamo lo stile dello scrittore e la rozzezza del detta-to, che egli pure avrebbe voluto ornato di espressioni più eleganti; ma è sufficiente ch'egli abbia fornito il mate-riale agli scrittori eccellenti e raffinati nell'arte dello scri-vere.
Quando ripenso alla pochezza mia e di quegli altri inviati con me in Germania, e considero quale è ora la prosperità e la gloria del nostro Ordine, in me stesso confuso, esalto in cuor mio la divina clemenza e mi sento costretto ad elevare a voi le parole dell'apostolo: "Considerate, o fratelli, la vostra vocazione, poiché non molti furono i sapienti secondo la carne, che diedero forma al nostro Ordine con la loro sapienza, non molti i potenti, che imposero con la forza di conservarlo, non molti i nobili, che si impegnarono ad onorarlo del loro favore. Ma Dio ha scelto quelli che sono stolti agli occhi del mondo, per confondere i sapienti; Dio ha scelto i deboli agli occhi del mondo, per confondere i forti e gli ignobili e disprezzati agli occhi del mondo, e le cose che non esistono, per distruggere quelle che esistono, affinché nessun uomo possa darsi gloria al suo cospetto" (4).
Quindi, per la gloria di Dio, il quale ha fatto sorgere quest'Ordine, con la sua sapienza e per mezzo del servo suo Francesco l'ha dato in esempio al mondo, e non per la gloria degli uomini, apparirà più chiaro nei seguenti ca-pitoli come, quando e attraverso quali persone esso sia giunto fino a noi.

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